Ufficio Reclami Chiuso

Il popolo dei “vorrei ma non posso”, si sa, è numeroso.

Sono coloro che vorrebbero iniziare una dieta e la rimandano al lunedì successivo.

Sono coloro che puntualmente aspettano il primo gennaio per cambiare qualcosa, oppure che dicono di aspettare l’autunno per iscriversi in palestra, al ritorno dalle vacanze.

Fra questi ci sono coloro che “è una vita che voglio fare una maratona”oppure “vorrei poter correre due volte alla settimana ma il lavoro non me lo permette”.

Si poterebbe continuare pressoché all’infinito

Il minimo comune denominatore degli appartenenti al gruppo dei “vorrei ma non posso” è che in realtà dicono di volere fare una cosa, ma vogliono mantenere lo status quo per godere dei (presunti) vantaggi secondari che ne derivano.

Si trincerano dietro a lamentele, alibi, giustificazioni.

Ora, è normale che non possiamo avere un’alta percentuale di controllo sui massimi sistemi sociali, ma, tolte le quaranta ore lavorative settimanali e le cinquantasei in cui mediamente dormiamo, abbiamo il completo controllo di ciò che scegliamo di fare nelle restanti, più o meno settantadue.

Iscriviti alla nostra newsletter

Si capisce bene come non è giustificabile chi dice di voler correre, si lamenta di non poterlo fare e pretende, adducendo alibi a ripetizione, che non riesce a dedicare tre ore su settantadue per correre tre volte alla settimana (costituisce il 3% del tempo libero a disposizione)

Certo è più comodo cercare scuse, abbracciando la cultura dell’alibi: dire e dirsi che la responsabilità è di chiunque tranne che nostra.

Quando i nostri comportamenti o risultati non ci soddisfano, siamo naturalmente portati a cercare delle scuse che ci aiutano a dire a noi stessi che non potevamo fare di meglio o che il nostro risultato negativo è stato condizionato da fattori esterni.

Scaricare su altri la nostra responsabilità è di grande aiuto per risolvere la nostra insoddisfazione e per calmare la nostra rabbia, ma non è utile per la nostra crescita a livello sia personale che professionale.

Un ulteriore alibi cui si ricorre molto spesso si verifica quando, non essendo riusciti a raggiungere un risultato definito in precedenza, ci diciamo che il traguardo non era poi così importante.

E’ una scelta di autotutela psicologica che mette al riparo dalla possibilità di metterci in discussione e, quindi, anche da quella di migliorarci.

Lascia un commento

Everyday Heroes

Lascia la tua mail e scarica l'estratto gratuito