NON PUOI PROGRAMMARE TUTTO

ARTICOLO DELLA SERIE

LE REGOLE PER L’ALLENAMENTO EFFICACE

E’ noto quanto sia importante un’attenta programmazione e una precisa definizione degli obiettivi prima della partenza di qualsiasi progetto allenante.

Ovviamente è illusorio pensare che tutto ciò che si è stabilito fili liscio senza nessun tipo di intoppo. Da questo punto di vista la situazione dello sportivo amatoriale è più complicata di quella dell’atleta professionista; quest’ultimo, infatti, se è vero che deve allenarsi molto di più e deve sopportare pressioni psicologiche ben superiori, ha la possibilità di organizzare la sua giornata, la sua settimana d’allenamento in funzione delle esercitazioni programmate senza subire i normali stress aggiuntivi.

L’atleta amatoriale deve invece collocare i momenti allenanti dovendo sempre fare i conti con le problematiche quotidiane (problemi con il lavoro, allenamenti spesso contro il tempo, difficoltà a organizzare le sedute per motivazioni varie, da quelle climatiche a quelle di impegni imprevisti), i professionisti riescono solitamente ad allenarsi in condizioni di regolarità.

E’ naturale che le volte in cui non si può svolgere ciò che si era programmato siano maggiori e questo fa si che la discrepanza tra ciò che era stato programmato dal coach e ciò che viene effettivamente svolto dall’atleta è molto più ampio nell’atleta amatoriale, così da costringere il tecnico a continui aggiustamenti del piano originale.

Anche per questo il significato di una corretta programmazione e scelta degli obiettivi è ancora più decisiva.

Se si programma bene un viaggio sapendo che, partendo da Milano la destinazione finale è Roma, anche i momenti in cui ci si dovrà momentaneamente fermare o in cui si dovranno apportare deviazioni sul percorso saranno gestibili e il rientro sul percorso originario sarà semplice.

Viceversa, una possibile deviazione potrebbe fare cambiare direzione senza aver più la possibilità, non essendo ben registrata sul navigatore, di trovare la destinazione originaria.

Dunque, accanto all’abilità nella strategia (programmazione e definizione dell’obiettivo) è altrettanto importante la capacità di adattarsi aggirando gli ostacoli che si possono presentare mantenendo la giusta direzione.

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E’ importante imparare a rispondere, reagire a ciò che succede di non previsto non solo nella programmazione (eventi esterni) ma anche in allenamento o in gara (segnali interni del proprio organismo e segnali esterni come condizioni di gara e avversari).

Uno degli esempi tipici di risposta d’adattamento a ostacoli che s’intromettono nella programmazione è la gestione della settimana d’allenamento.

E’ noto come uno degli elementi per cui l’allenamento ha successo è legato alla regolarità con cui è riprodotto il microciclo (settimana d’allenamento). Ripetere la stessa successione d’allenamenti sviluppa una corretta alternanza tra carico e recupero che a medio termine ha efficaci vantaggi.

Ciò che frequentemente succede è l’impossibilità di mantenere questa regolarità; per motivi lavorativi alcuni allenamenti saltano. Cosa fare? Lasciarli alle spalle o recuperarli nei giorni restanti della settimana?

Non esiste una regola assoluta; anche in questo caso individualizzazione è la parola da cui partire.

Nel caso in cui la propria settimana allenante sia costituita da tre sedute ciclistiche (mercoledì, sabato e domenica), se il mercoledì non si riesce a eseguire l’allenamento, lo si può anticipare al martedì o spostare al giovedì. Se anche il giovedì non fosse possibile, piuttosto che eseguire una settimana d’allenamento con tre sedute consecutive (venerdì, sabato, domenica) è meglio lasciarsi alle spalle l’esercitazione prevista per il mercoledì e dedicarsi a svolgere bene i due allenamenti restanti. Il concetto cui fare riferimento è quello dell’uniformità e coerenza degli stimoli allenanti. Meglio svolgere due allenamenti ben distribuiti (es. mercoledì e sabato) che tre sedute addensate (es. venerdì, sabato, domenica).

E’ ovvio che tanto più sono numerosi gli allenamenti previsti all’interno del proprio microciclo, tanto più difficoltoso (e inutile) sarà recuperare un allenamento saltato poiché gli spazi dove inserirlo in modo razionale saranno molto pochi.

Meglio eseguire bene ciò che si può fare che svolgere allenamenti in ritagli di tempo non idonei o comunque stressati per impegni lavorativi incipienti. Sostituire un’uscita ciclistica prevista di due ore con venti minuti di rulli solo per dire a se stessi “ho svolto l’allenamento” non ha alcun senso. Meglio saltare un allenamento che farlo male o di fretta.

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